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REDDITO DI BASE: ANDARE OLTRE LA POLEMICA POLITICA COSTA “SOLO” 100 MILIONI

Basterebbero 100 milioni di euro per mettere in competizione reddito di inclusione sociale, reddito di cittadinanza e reddito di inclusione lavorativa.  Come in Finlandia. Proviamoci, a partire da Milano. Aiuterebbe tutti ad andare oltre la polemica politica, acquisire dati e migliorare le proprie proposte, sulla base di evidenze concrete. Reddito mimimo garantito, reddito di inclusione sociale, reddito di cittadinanza, reddito di base, lavoro di cittadinanza. E’ esponenziale ormai la frequenza con cui queste proposte entrano nel dibattito politico italiano, non senza qualche confusione. Sino a che le proposte venivano dal mondo del sociale (il reddito di inclusione sociale promosso dall’Alleanza Contro le Povertà in Italia)  il livello di attenzione prestato a questo tipo di discorsi è stato, occorre riconoscerlo, non elevatissimo. Il...

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LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE: DEMOCRAZIA DIMINUITA O POTENZIATA?

(*) La Legge delega di riforma del Terzo settore, approvata dal Parlamento il 6 giugno 2016, attende, entro il giugno 2017, l’emanazione dei decreti attuativi. Nel numero di febbraio di Aggiornamenti Sociali, abbiamo pubblicato un articolo in cui ripercorriamo brevemente le più importanti dinamiche del Terzo settore italiano da Tangentopoli ad oggi, e in seguito presentiamo i tratti più importanti della legge di riforma, evidenziandone sia gli aspetti positivi sia gli elementi di ambiguità. Soprattutto insistiamo su alcuni punti di rilevanti che riguardano il processo di implementazione della riforma. Distinguiamo tre “sfere di implementazione” e suggeriamo di aprire una discussione collettiva su come curare al meglio il processo di implementazione in ciascuna delle tre sfere. Sperando di invogliare anche la lettura...

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THE OUT-COME CITY, IL METABOLISMO DELLE NUOVE ECONOMIE URBANE

In quella che possiamo definire “epoca industriale” la nostra società ha progettato e gestito il paesaggio come ‘picture’, scenografia, piuttosto che come un ecosistema funzionante, senza riconoscere le interconnessioni esistenti fra risorse naturali, umane e fisiche. Questa visione ha condotto l’ambito urbano a notevoli trasformazioni nel corso dei decenni, sia positive sia negative, ma oggi necessita di essere rivista nel quadro delle emergenti Economie Urbane. Da questa esigenza di geografia economica urbana nascono le Out-Come City (Pelizzaro, 2017), connesse globalmente ma localmente produttive e tendenti all’autosufficienza. Motori delle Out-Come City sono i laboratori di manifattura digitale 4.0 e di formazione quali i FabLab e Maker Space  (a Milano abbiamo Wemake, OpenDotLab), che offrono l’opportunità di realizzare e produrre ciò di...

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SPEAKING TRUTH TO POWER

Speaking truth to power”. Con queste parole Aaron Wildavsky, uno dei più grandi politologi del ‘900, intitolava la sua opera fondamentale sull’analisi delle politiche pubbliche (Wildavsky, A., Speaking truth to power. The art and craft of policy analysis, 1979). Dire la verità al potere è infatti la sintesi della missione di chi fa ricerca scientifica sulle policy. Una missione che certo non significa indirizzare le scelte del decisore pubblico, sostituendo la legittimazione scientifica a una legittimazione politica che solo processi democratici di elezione e di controllo dal basso possono garantire. Ma una missione che richiede sia sempre preservata la libertà di poter dire al decisore ciò che le sue politiche producono, come le sue politiche riescono (o non riescono) a interpretare...

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NUOVE ECONOMIE URBANE. CHI (E PER CHI) STA CAMBIANDO MILANO?

Hanno creato quello che mancava anche a loro stessi, che si davano appuntamento al Parco Nord per correre: un posto in cui lasciare la borsa altrimenti da nascondere in macchina e sperare. Così quattro amici, fra i 40 e i 50 anni, hanno realizzato con l’aiuto del Comune una stazione per runner, hanno rilevato una panetteria a 50 metri dal parco e l’hanno trasformata in un locale con armadietti e docce dove si possono comprare anche accessori per la corsa. «Un anno fa abbiamo aperto la 42 Runstation in fondo a viale Suzzani — spiega Luca Vernaleone, uno dei 4 soci nella startup — oggi abbiamo un centinaio di abbonati e 50 fissi sono alle corse serali, con tante donne...

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LE BASI SOCIALI DELLA DEMOCRAZIA: ASSOCIAZIONISMO E IMPEGNO POLITICO

di Roberto Biorcio e Tommaso Vitale. Un invito a prendere sul serio l’Italia civile. La vittoria di Trump non cessa di fare riflettere e ragionare sullo stato della democrazia negli Stati Uniti. Un dato che salta evidente agli occhi è certamente quello del marcato astensionismo che caratterizza l’America. Il 46,9% degli aventi diritto non ha votato. Il problema dell’astensionismo e della mobilitazione elettorale non riguarda certo solo gli USA. La crisi della partecipazione elettorale, anche nelle elezioni comunali, non cessa di aumentare in Italia e solleva molte preoccupazioni sul rapporto fra cittadini e democrazia. E’ ormai molto tempo che i partiti non sono più capaci di offrire una socializzazione di massa alle pratiche e alle regole democratiche. In questo contesto il settore...

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INNOVAZIONE E INCLUSIONE NELLE POLITICHE PER L’INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI

Innovazione e inclusione sono un binomio utile anche per ragionare su accoglienza e integrazione degli immigrati in Europa? Il dibattito pubblico si concentra abitualmente sugli argomenti a favore o contro l’integrazione degli immigrati e dei loro figli. Vi sono ovviamente buone ragioni per insistere sugli obiettivi delle politiche d’integrazione; in questo post, tuttavia, non parlo dei motivi (demografici, economici ed etici) a favore delle politiche di integrazione. Invece di ragionare sul “se” (se integrare, perché integrare, e cosi via), qui vorrei ragionare sul ‘come’: come si integra? Per farlo riprendo e copio alcuni dei punti finali che ho sviluppato altrove, in un articolo per i Quaderni della Pace e del Dialogo del CEEP Politiche attive del lavoro e integrazione degli immigrati Grazie alle ricerche...

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REDDITO MINIMO ED EXPERIMENTAL GOVERNEMENT. IL CASO FINLANDESE

Reddito minimo. Molti di voi ne hanno letto e parlato in questi giorni, grazie ad una serie di articoli su Internazionale. Se vi interessa l’argomento, vi suggerisco di approfondire il caso finlandese. Proprio in questi giorni il Governo ha dato il via ad un esperimento molto interessante. Nel corso dei prossimi 2 anni circa 3mila finlandesi (attualmente disoccupati) riceveranno un assegno da 560 euro (l’equivalente del sussidio sociale minimo previsto dal sistema di welfare di quel Paese). Questo test su scala nazionale servirà a verificare se una misura di questo genere si rivela utile per: a) ridurre i costi amministrativi del sistema di welfare finlandese, legati all’erogazione di servizi simili; b) contrastare povertà, disoccupazione e diminuire le diseguaglianze. Questo “test” non è unico nel...

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LE SFIDE DELLA SCUOLA INTERCULTURALE: INNOVAZIONE E INCLUSIONE

Milano è una città interculturale. Per una vista panoramica su questa realtà è sufficiente entrare in una qualsiasi classe di una scuola primaria o secondaria inferiore. A corroborare questa impressione sono arrivati i nuovi dati MIUR – ISMU (2014/15), che assegnano a Milano la palma di città con il più alto numero di alunni di seconda generazione, cioè nati e cresciuti in Italia da famiglie di origine immigrata: sono oltre 21 mila, il 59% degli studenti con cittadinanza non italiana. I bambini e ragazzi con cognome straniero sono complessivamente il 19%. Garantire a ciascuno di essi l’opportunità di ricevere un’istruzione di qualità e di raggiungere il successo formativo dentro alla scuola interculturale è una delle maggiori sfide, in termini di...

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CITY-MAKERS? INNOVATORI EUROPEI ALLA PROVA DELLE “INCRESPATURE SPAZIO-TEMPORALI”

Matteo Del Fabbro * per IN - Innovare x Includere Una via di mezzo tra un social forum, una fiera e una conferenza scientifica: se gli organizzatori del primo “City Makers summit”  europeo cercavano di stare in mezzo a mondi e pratiche diverse, senza voler essere etichettati con nessuno di essi, ci sono riusciti. E sono anche riusciti a legittimarsi come interlocutori qualificati del processo di costruzione delle politiche urbane dell’Unione Europea. Lo scorso 30 maggio, ad Amsterdam, si è svolto un evento istituzionale di portata storica, sebbene fatichi a farsi strada fuori dal circuito degli specialisti di politiche urbane: l’adozione da parte degli Stati membri dell’Unione Europea del “Patto di Amsterdam”, documento che porta a compimento un percorso iniziato formalmente 19 anni...